IL SITO DEL MISTERO

I MAGI


di Vito Foschi

 

L’unico vangelo che parla dei Re Magi è quello di Matteo. L’altro vangelo che racconta la nascita di Gesù, quello di Luca, non li menziona, anzi inserisce il battesimo del Bambino al tempio di Gerusalemme, introducendo un problema di coerenza fra i due vangeli. Il passo evangelico è avaro di notizie su questi personaggi. È curioso notare come la tradizioni dei tre Re Magi chiamati Melchiorre, Baldassare e Gaspare è totalmente apocrifa. Nel vangelo di Matteo non si parla né dei nomi né del numero dei Magi. Ora riporterò vari passi dei vangeli apocrifi in cui si parla dei Magi. Per primo trascriverò il passo del vangelo di Matteo. I testi sono presi dal libro "I Vangeli apocrifi" a cura di Marcello Craveri.

Vangelo secondo Matteo 2,1-2,12

Nato Gesù in Betleem di Giuda, al tempo del re Erode, ecco, dei Magi arrivarono dall’oriente a Gerusalemme, e domandarono: "Dov’è il nato re dei Giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo". Udito questo, il re Erode si turbò e con lui tutta Gerusalemme. E, radunati tutti i grandi Sacerdoti e gli Scribi del popolo, domandò loro dove doveva nascere il Cristo. Essi gli risposero: "A Betleem di Giuda; così infatti è stato scritto dal profeta: ‘E tu, Betleem, terra di Giuda, non sei certo la minore fra le città di Giuda, perché da te uscirà un capo che guiderà Israele, mio popolo’".

Allora Erode, chiamati in segreto i Magi, volle sapere da loro minutamente da quanto tempo la stella era loro apparsa; poi, inviandoli a Betleem, disse: "Andate e fate diligenti ricerche del fanciullo; e quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, affinché io pure vada ad adorarlo".

Esso, udito il re, partirono; ed ecco, la stella, che avevano veduta in Oriente, li precedeva, finché, giunta sopra il luogo ove era il fanciullo, si fermò. Vedendo essi la stella, furono ripieni di una grande gioia; ed entrati nella casa, videro il Bambino con Maria sua Madre e, prostratisi, lo adorarono; aperti poi i loro tesori, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Quindi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per altra via.

2,16-2,17

Allora Erode, vedendosi deluso dai Magi, s’irritò grandemente e mandò a uccidere tutti i bambini che erano in Betleem e in tutti i suoi dintorni, dai due anni in giù, secondo il tempo che aveva rilevato i Magi. Allora si adempì l’oracolo del profeta Geremia: "Un grido si udì in Rama, pianto e grave lamento: Rachele piange i suoi figli e rifiuta ogni conforto, perché non sono più".

VANGELI APOCRIFI

Protovangelo di Giacomo

XXI

1. Ed ecco che Giuseppe si preparò a partire per la Giudea. E una grande agitazione avvenne in Betlemme di Giudea, poiché arrivarono dei magi che chiedevano: - Dov’è il re il re dei Giudei che è nato? poiché abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo.

2. Udendo questo, Erode fu turbato e mandò dei messi ai magi e fece chiamare i grandi sacerdoti e li interrogò, dicendo: - Che cosa sta scritto riguardo al Cristo? Dove deve nascere?.

Gli dicono: - In Betlemme di Giudea: così infatti sta scritto.

Egli allora li congedò. E interrogò i magi, dicendo loro: - Che segno avete visto circa il re che è nato?

Dissero i magi: - Abbiamo visto una stella grandissima, che brillava tra queste altre stelle e le oscurava, così che le stelle non si vedevano, e noi per questo abbiamo capito che un re era nato per Israele e siamo venuti per adorarlo.

Ed Erode disse: - Andate e cercate; e se lo trovate fatemelo sapere affinché anch’io vada ad adorarlo.

3. I magi se ne andarono. Ed ecco la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché giunsero alla grotta, e si fermò in capo alla grotta. E i magi videro il bambino con sua madre Maria, e trassero fuori della loro bisaccia dei doni: oro e incenso e mirra.

4. Ma essendo stati avvertiti dall’angelo di non entrare in Giudea, per altra via se ne tornarono al loro paese.

 

XXII.

1. Quando Erode si accorse di essere stato beffato dai magi, infuriato spedì dei sicarii, ordinando loro: - I bambini dai due anni in giù, uccideteli!

 

Alcuni brani sembrano semplicemente copiati dal vangelo di Matteo.

Vangelo dello Pseudo-Matteo

 

XVI.

1. Trascorso poi il secondo anno, dall’Oriente vennero dei Magi a Gerusalemme, portando grandi doni. Essi interrogarono sollecitamente i Giudei, domandando: - Dov’è il re che vi è nato?. Infatti abbiamo visto in oriente la sua stella e siamo venuti ad adorarlo.

Questa voce pervenne al re erode, e talmente lo spaventò che mandò degli scribi, dai farisei e dai rabbini del popolo, per sapere da loro dove avevano predetto i profeti che doveva nascere il Messia. Essi risposero: - In Betlemme di Giuda. Così infatti sta scritto: E tu, Betlemme, terra di Giuda, nono sei certo la minore tra le principali città di Giuda, perché da te uscirà un capo, che guiderà Israele, mio popolo.

Allora il re Erode chiamò a sé i Magi e ansiosamente domandò loro quando era loro apparsa la stella. Poi li mandò a Betlemme, dicendo: - Andate, e fate diligenti ricerche del bambino; e quando lo avrete trovato fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo.

2. Ora, mentre i Magi procedevano per la strada, apparve loro la stella e, quasi a far loro da guida, li procedeva, finché giunsero dove era il bambino. Nel vedere la stella, i Magi si rallegrarono di grande gioia, ed entrati nella casa, trovarono il bambino Gesù che sedeva in grembo alla madre. Allora aprirono i loro scrigni e offrirono splendidi doni a Maria e a Giuseppe. Al bambino poi offrirono ciascuno una moneta d’oro. Dopo di ciò uno offrì dell’oro, un altro dell’incenso e l’altro della mirra.

Volendo quindi essi ritornare dal re Erode, furono ammoniti in sogno da un angelo di non ritornare da Erode. Essi perciò adorarono il bambino, pieni di felicità, e tornarono al loro paese per un’altra via.

XVII.

1. Quando il re Erode si accorse che era stato burlato dai Magi, il cuore gli si infiammò d’ira e mandò per tutte le strade, volendo catturarli e ucciderli. Ma non avendo potuto in alcun modo trovarli, mandò a Betlemme a uccidere tutti i bambini dai due anni in giù, secondo il periodo di tempo che era riuscito a sapere dai Magi.

2. Ma un giorno prima che ciò avvenisse, Giuseppe fu avvertito in sogno da un angelo del Signore che gli disse: - Prendi Maria e il bambino e per la via del deserto recati in Egitto -. E Giuseppe, seguendo il consiglio dell’angelo, si mise in cammino.

Alcune varianti al testo.

Due manoscritti Ar. (Londra, British Museum, Cod. Arundel 404) del sec. XIV e Her. (Hereford, Libreria del Capitolo, ms o.3.9) del sec. XIII, propongono delle varianti sulla natività.

Ar. Ed Her. nel paragrafo XVI, 1 aggiungono un lunghissimo racconto sulla visita dei magi: stupore di Giuseppe e di Simeone (figlio) vedendo arrivare una turba di pellegrini; alla domanda di Giuseppe: - Chi siete? Che cercate in casa mia?. – Essi spiegano lo scopo del loro viaggio, la guida della cometa, ecc., dicono di essere già stati a Gerusalemme, di aver paralto con Erode, ecc. Poi entrano, adorano il bambino, gli presentano oro, incenso e mirra. A Giuseppe stupito, spiegano l’esistenza di profezie, al loro paese, sulla nascita del Salvatore, ecc.

Nel paragrafo XVI, 2 c’è una versione (Laurenziano) che dà i nomi dei re magi: "Gaspar la mirra, Melchior l’incenso e Balthasar l’oro".

 

Vangelo dell’infanzia arabo siriaco

 

VII.

Ora avvenne che, quando il Signore Gesù nacque a Betlemme di Giudea, ai tempi del re Erode, dall’Oriente vennero a Gerusalemme dei magi, come aveva predetto Zaratustra , e avevano con sé, come doni, oro, incenso e mirra; ed essi lo adorarono e gli offrirono i doni.

Allora santa Maria prese una di quelle fasce e come in contraccambio la diede loro, che l’accettarono da lei con grande riconoscenza.

In quello stesso istante apparve loro un angelo, sotto forma di quella stella che prima era stata loro guida nel viaggio: ed essi se ne andarono, seguendo l’indicazione della sua luce, finché giunsero alla loro patria.

VIII.

Si raccolsero allora intorno ad essi i loro re e principi, domandando che cosa mai avevano visto e avevano fatto, in che modo erano andati e ritornati, e che cosa avevano portato con sé. Ed essi mostrarono quella fascia che santa Maria aveva loro regalata. Perciò celebrarono una festa: accesero il fuoco, secondo la loro usanza, lo adorarono, e vi gettarono sopra quella fascia. Il fuoco l’avvolse e la accartocciò; ma, spentosi il fuoco, estrassero la fascia tale quale era prima, come se il fuoco non l’avesse nemmeno toccata. Perciò essi si misero a baciarla, a mettersela sugli occhi e sul capo, dicendo: - Questo è senza dubbio la verità: che si tratta di un grande prodigio, perché il fuoco non ha potuto bruciarla né consumarla! – Quindi la presero e con grandissima venerazione la riposero tra i loro tesori.

Varianti al testo

VII

I codici Siriaci (S1 ms pubblicato da E. A. Wallis Budge e S2 ms della Reale società asiatica di Londra) collocano la visita dei Magi subito dopo III, 1 con questo testo, assai vicino, nella seconda parte, al racconto di Matteo II 1-12): "Quella notte stessa un angelo fu inviato in Persia. Egli apparve sotto forma di stella splendente, che illuminò tutto il paese dei Persiani. Poiché il 25 del primo Kanoun – anniversario della natività di Cristo – era una grande festa per tutti i Persiani, adoratori del fuoco e delle stelle, tutti i maghi, in eleganti paramenti, celebravano la ricorrenza con solennità, quando improvvisamente una luce brillò sul loro capo. Abbandonando i loro re, le loro feste e i loro tripudi, tutti uscirono di casa per godere di quello spettacolo e videro che una stella ardente si era levata sulla Persia, che per la luminosità sembrava ad un grande sole. I re chiesero ai sacerdoti, nella loro lingua: - Cos’è questo segno che vediamo? – E come per ispirazione dissero: - E’ nato il Re dei Re, il Dio degli Dei, la Luce delle Luci: ed ecco che un prodigio divino è venuto ad annunciarci la sua nascita, affinché noi andiamo ad offrirgli doni ed adorarlo -. Tutti i capi, i magistrati, i generali si levarono e dissero ai sacerdoti: - Quali doni conviene che portiamo? – Dissero i sacerdoti: - Oro, mirra e incenso -. Allora tre principi, figli dei re della Persia, presero, come per una misteriosa ispirazione, uno tre libbre di mirra, un altro tre libbre d’oro, e l’altro infine tre libbre d’incenso. Vestirono i loro preziosi ornamenti, con la tiara in testa e i tesori nelle mani. Al canto del gallo lasciarono i loro paesi, accompagnati da nove uomini, e si misero in cammino, preceduti dalla stella che era loro apparsa. E l’angelo che aveva levato su Gerusalemme il profeta Abacuc, che aveva portato il cibo al profeta Daniele, gettato nella fossa dei leoni, a Babilonia, questo angelo, per virtù dello Spirito Santo, guidò i re della Persia a Gerusalemme. Partiti dalla Persia prima del canto del gallo, al tramonto entrarono in Gerusalemme e interrogarono la gente della città, chiedendo: - Dov’è nato il re da cui noi siamo venuti?- Udendo ciò la gente di Gerusalemme fu turbata ed ebbe paura e riferì il fatto al re Erode. Il re Erode fece venire alla sua presenza i re della Persia e domandò loro: - Di dove venite? [S2: Di dove siete] E che cosa cercate? - Essi risposero: - Il re che è nato in Giudea, nella regione di Gerusalemme. Un prodigio divino ci ha avvertiti della sua nascita, e noi siamo venuti a presentargli la nostra adorazione e le nostre offerte -. Erode si impaurì alla vista di quei figli di Persia, con la tiara in testa e i tesori nelle mani, che cercavano il re nato in Giudea. Erode e tutta la sua corte si allarmarono alla vista di questi figli di re. [S2: Erode si allarmò, perché i Persiani non riconoscevano la sua autorità]. Erode rispose: - Grande è la potenza del re che vi ha indotti a venire a rendergli omaggio! In verità egli è un re, il Re dei Re! Andate e informatevi, e quando l’avrete trovato fatemelo sapere, affinché io pure venga ad adorarlo – [Mt. II 8]. Ora re Erode meditava già in cuor suo il perverso proposito di uccidere il bambino ancora infante e i re di Persia con lui, e diceva: - Ora tutto il mondo mi è sottomesso! – I Magi se ne andarono trovarono la stella che avanzava davanti a loro, fino a fermarsi sopra la grotta. Allora, mutando forma, divenne simile ad una colonna di luce [S2: di fuoco] che andava dalla terra al cielo. Entrati nella grotta, essi trovarono Maria, Giuseppe, e il bambino avvolto nelle fasce e deposto in una mangiatoia. Lo adorarono, offrirono i doni e riverirono Giuseppe e Maria. Giuseppe e Maria erano stupiti di vedere quei tre figli di re, colla tiara in testa, inginocchiati in adorazione davanti al neonato, senza fare alcuna domanda su di lui. Giuseppe e Maria domandarono loro: - Di dove venite voi? – Essi risposero, dicendo: - Veniamo dalla Persia -. Giuseppe e Maria dissero: - Quando avete lasciato la Persia? – Essi dissero: - Ieri sera era festa. Dopo la festa qualche Dio ci disse: "Levatevi e a andate a presentare le vostre offerte al Re che è nato in Giudea." Partiti dalla Persia al canto del gallo [S2: il gallo cantava quando noi ci legavamo le cinture per metterci in cammino], noi siamo giunti ora da voi, alla tredicesima ora del giorno -. Allora Maria prese una fascia di Gesù e la diede a loro, ecc." (cfr. testo arabo)

 

 

Un ampliamento con notevoli aggiunte del vangelo siriaco è il seguente vangelo armeno.

Vangelo dell’infanzia armeno

V.

10. Subito un angelo del Signore si recò nel paese Persiani, per avvertire i re magi che andassero ad adorare il neonato. E costoro, guidati da una stella per nove mesi, giunsero a destinazione nel momento in cui la vergine diveniva madre.

In quel tempo il regno dei Persiani dominava per la sua potenza e le sue conquiste su tutti i re che esistevano nei paesi d’oriente, e quelli che erano i re magi erano tre fratelli: il primo, Melkon, regnava sui Persiani, il secondo, Balthasar, regnava sugli Indiani, e il terzo, Gaspar, possedeva il paese degli Arabi.

Essendosi uniti insieme per ordine di Dio, arrivarono nel momento in cui la vergine diveniva madre. Essi avevano affrettato il passo e si trovarono là al tempo preciso della nascita di Gesù.

 

XI.

1. Giuseppe e Maria rimasero con il bambino in quella grotta, nascostamente e senza farsi vedere, perché nessuno ne sapesse niente.

Ma tre giorni dopo, il 23 Tebeth, cioè il 9 gennaio, ecco che i Magi d’Oriente, i quali erano partiti dal loro paese, arrivarono nella città di Gerusalemme, dopo nove mesi. Questi re dei Magi erano tre fratelli: il primo era Melkon , re dei Persiani, il secondo Gaspar, re degli Indiani, e il terzo Balthasar, re degli Arabi. I comandanti del loro corteggio, investiti della suprema autorità, erano dodici. I drappelli di cavalleria che li accompagnavano comprendevano dodicimila uomini: quattromila per ciascun regno. Tutti venivano, per ordine di Dio, dalla terra dei Magi, dalle regioni d’Oriente, loro patria. Infatti, allorché l’angelo del Signore ebbe annunciato alla vergine Maria la notizia che la rendeva madre, come abbiamo già riferito, nello stesso istante essi furono avvertiti dallo Spirito Santo di andare ad adorare il neonato. Essi pertanto, messisi d’accordo, si riunirono in uno stesso luogo, e la stella, precedendoli, li guidava, con i loro seguiti, fino alla città di Gerusalemme, dopo nove mesi di viaggio.

2. Essi si accamparono nei pressi della città e vi rimasero tre giorni, coi rispettivi principi dei loro regni. Benché fossero fratelli, figli di uno stesso re, marciavano al loro seguito eserciti di lingua molto differente.

Melkon, il primo re, aveva mirra, aloe, mussolina, porpora, pezze di lino, e i libri scritti e sigillati dalle mani di Dio.

Il secondo, il re degli Indi, Gaspar, aveva, come doni in onore del bambino, del nardo prezioso, della mirra, della cannella, del cinnamomo e dell’incenso e altri profumi.

Il terzo, il re degli Arabi, Balthasar, aveva oro, argento, pietre preziose, zaffiri di gran valore e perle fini.

3. Quando tutti furono giunti nella città di Gerusalemme, l’astro che li precedeva celò momentaneamente la sua luce. Essi perciò si fermarono e posero le tende. Le numerose truppe di cavalieri e i loro re si dicevano l’un l’altro: - E adesso che facciamo? In quale direzione dobbiamo camminare? Noi lo ignoriamo, perché una stella ci ha preceduti fino ad oggi, ma ecco che è scomparsa e ci ha lasciati nelle difficoltà.

I Magi si dissero l’un l’altro: - Andiamo ad informarci nei riguardi di questo bambino e a chiedere dove si trova esattamente, così dopo potremo proseguire il nostro viaggio.

Tutti dissero all’unanimità: "Si, avete ragione".

4-10 [Timori di re Erode, che consulta i suoi dignitari, li manda ad invitare i Magi e a costoro chiede informazioni.(Protovangelo XXI 1-2; Pseudo-Matteo XVI 1).]

11. Dissero i Magi : - La testimonianza che noi possediamo non viene né da uomo né da altro essere vivente. E’ un ordine divino, concernente una promessa che il Signore ha fatto in favore dei figli degli uomini, che noi abbiamo conservato fino ad oggi.

- E dov’è questo libro, che solo il vostro popolo possiede, ad esclusione di tutti gli altri? - domandò Erode.

I Magi risposero: - Nessun altro popolo lo conosce, né per sentito dire, né per conoscenza diretta. Solo il nostro popolo né possiede la testimonianza scritta. Quando Adamo dovette lasciare il Paradiso, e Caino ebbe ucciso Abele, il Signore Iddio diede ad Adamo, come figlio della consolazione, Seth, e con lui questo documento scritto, chiuso e sigillato dalle mani di Dio. Seth lo ricevette da suo padre e lo trasmise ai suoi figli, e i suoi figli ai loro figli, di generazione in generazione. E fino a Noè essi ricevettero l’ordine di custodirlo con somma cura. Noè lo diede al figlio Sem, e i figli di questo ai propri figli, i quali come lo ricevettero lo trasmisero ad Abramo, ed Abramo lo affidò al sommo sacerdote Melchisedec, e per questa via giunse al nostro popolo ai tempi di Ciro, re della Persia. I nostri antenati l’hanno deposto in una sala, con grande onore, e così è pervenuto fino a noi, che, avendo ricevuto questo scritto, abbiamo conosciuto in anticipo la nascita del nuovo monarca, figlio dei re d’Israele.

12. Allorché Erode ebbe inteso queste cose, la rabbia lo prese al cuore e disse: - Non vi lascerò partire di qui, finché non mi avrete mostrato tutto ciò che avete con voi! – E ordinò di arrestarli con la forza.

Ed ecco, all’improvviso, il palazzo, nel quale viveva una grande moltitudine di persone, fu scosso: dai quattro lati le colonne caddero abbattute e tutto l’edificio crollò. Una folla immensa che si trovava di fuori, fuggì di là; quelli che erano all’interno dell’edificio furono stesi morti in numero di sessantadue individui, grandi e piccini.

A tale vista, tutti coloro che erano venuti là si gettarono ai piedi di Erode e lo supplicarono, dicendo: - Lasciali proseguire tranquillamente il loro viaggio!

Anche suo figlio Archelao si gettò ai piedi del padre e lo supplicò.

13. [Erode lascia liberi i Magi, poi s’informa dagli scribi sul luogo di nascita di Gesù (Mt. II 3-5; Protovangelo XIX 2; Pseudo-Matteo XVI 1).]

14-21. [I Magi arrivano a Betlemme con suono di ombre e canti di gioia e chiedono informazioni proprio a Giuseppe, che è pieno di paura; avutele, entrano nella grotta e offrono i loro doni. Poi si raccontano le loro impressioni.]

 

22. Infine il re Melkon, preso il libro del Testamento, che egli aveva in eredità dai suoi antenati, come abbiamo già detto, lo portò in dono al bambino, dicendo: - Ecco lo scritto, in forma di lettera, che tu hai lasciato in custodia, dopo averlo chiuso e sigillato. Prendi, e leggi il documento autentico che tu stesso hai scritto.

Questo è il documento il cui testo era stato conservato in plico segreto e che i Magi non avevano mai osato aprire né dare a leggere a qualche sacerdote, né far conoscere al popolo, perché non erano degni di divenire i figli del regno, essendo destinati a rinnegare e a crocifiggere il Salvatore.

23. Or dunque, quando Adamo dovette lasciare il Paradiso e Caino ebbe ucciso Abele, siccome Adamo era afflitto per la morte del figlio più che per aver dovuto lasciare il Paradiso, il Signore Iddio fece nascere ad Adamo il figlio della consolazione, Seth. E come dapprima Adamo aveva voluto diventare un dio, Dio stabilì di diventare uomo, per l’abbondanza della sua misericordia e del suo amore verso il genere umano. Egli fece promessa al nostro primo padre che, tramite suo, avrebbe scritto e sigillato di propria mano una pergamena, a caratteri d’oro, con queste parole: - Nell’anno 6000, il sesto giorno della (settimana), io manderò il mio figlio unico, il Figlio dell’uomo, che ti ristabilirà di nuovo nella tua dignità primitiva. Allora tu, Adamo, unito a Dio nella tua carne resa immortale, potrai, come noi, discernere il bene dal male.

24,25. [I Magi adorano Gesù, poi avvertiti da un angelo ripartono per il loro paese, senza tornare da Erode (Protovangelo XXI 4)]

XII.

1-6. [Circoncisione e presentazione di Gesù al Tempio, dove il vecchio Simeone lo saluta profeticamente (Lc. II 21-32).]

XIII.

1. Essi attendevano a Betlemme l’inizio dell’anno nuovo, quando un empio individuo di quella città, di nome Begor, tentò di sobillare il re Erode, facendogli la seguente relazione: - I Magi che tu hai mandato a Betlemme e ai quali hai ordinato di tornare da te non sono ritornati, ma recatisi là hanno trovato un bambino neonato, che essi hanno chiamato figlio di re, e gli hanno regalato ogni sorta di cose e di doni che avevano con sé, poi sono tornati ai loro paesi per un’altra via.

2-5 [Ira di Erode, che ordina la strage degli innocenti.]

Varianti

XI.

M1 (miscellanea armena, sull’arrivo dei Magi), anteriore al 1700.

M2 (miscellanea armena, come sopra), data ignota.

M3 (miscellanea armena, adorazione dei Magi), del 1538.

M1, M2, M3 danno i nomi dei 12 comandanti: Barhuridai, Dadmusai (Dadmisai), Bardimsai, Sahabanai (Sahipanai), Khorinai, Dedmisai, Disbugai (Dispahai), Khamarai, Sawursai (Sarurai, Samurari), Aksirai (Ispanai), Sahurai, Samiram.

 

L’ultimo passo è di un vangelo che racconta la Passione del Cristo. È molto breve. Si tratta di una semplice citazione della storia dei Magi.

Vangelo di Nicodemo

3. Alzatosi dal suo seggio, egli [Pilato] voleva andarsene. Ma i Giudei gridarono, dicendo: - Noi riconosciamo come imperatore Cesare, e non Gesù; ma invero i Magi gli hanno portato dall’oriente doni come a un re. Ed Erode, udito dai magi che era nato un re, voleva ucciderlo, ma venutone a conoscenza, suo padre Giuseppe prese lui e sua madre e fuggirono in Egitto, e quando Erode lo seppe sterminò i bambini degli Ebrei che erano nati a Betlemme.

 

 

Solo Matteo parla dei magi e della fuga in Egitto. L’altro vangelo dell’infanzia, quello di Luca, non parla né dei magi, né di Erode né tantomeno della stage degli innocenti, né della fuga in Egitto. Però parla del battesimo e circoncisione di Gesù e lo portarono a Gerusalemme per offrirlo al Signore come era usanza per i primogeniti.



Home Indice dei documenti